Meteorologia spaziale
di Giovanni Lorusso IK7ELN
IARA, SdR
Radioastronomia UAI, AMSAT-Italia
Introduzione
Meteorologia spaziale? Previsioni del tempo nello spazio? Ebbene
sì! Dobbiamo abituarci anche a questa nuova espressione.
Sappiamo che la meteorologia terrestre riguarda il nostro pianeta e
determina le nostre attività quotidiane ed il nostro
weekend. Mentre ora faremo la conoscenza con lo "space weather" che
riguarda le condizioni del tempo nello spazio interplanetario,
condizionato dal vento solare attraverso il flusso di
particelle
ad alta energia provenienti dal Sole,
in modo particolare nei suoi periodi tempestosi, i quali, puntualmente,
si ripetono ogni undici anni, ovvero, nel corso di un ciclo solare. La
meteorologia spaziale è una nuova disciplina scientifica che
vede impegnati professionisti e dilettanti nello studio e nelle
previsioni di eventi disastrosi che il Sole, nostra fonte di vita, in
momenti di massima attività,
può creare sul nostro pianeta.
*****
Agli inizi del 2008, con perfetto sincronismo, le macchie solari hanno
invertito la loro polarità (
Hale's
sunspot polarity law, Legge di Hale della
polarità delle macchie solari, vedi immagine sopra)
segnalando l’inizio del XXIV° ciclo solare; ma, per
quanto riguarda le previsioni dell’intensità
relativa all’attività solare, i pareri dei fisici
sono contrastanti. Infatti, i dati raccolti sino ad ora, come sempre,
hanno diviso gli esperti; in quanto, una parte prevede un incremento
maggiore del 50% rispetto al XXIII° ciclo e l’altra
parte stima un 40% in meno. Tuttavia va detto che trattasi soltanto di
previsioni, elaborate sulla base dei fenomeni solari in atto e
consultando gli archivi storici dell’attività
solare. Ma la nostra stella è davvero imprevedibile, basti
ricordare i cicli tra l’anno 1645 ed il 1715, conosciuto come
il
“Minimo
di Maunder”
(vedi grafico sotto),
quando il Sole, inaspettatamente, non mostrò la minima
attività, modificando le condizioni meteorologiche sulla
Terra, generando inverni rigidi anche alle basse latitudini; un evento
ricordato con l’appellativo di “piccola
glaciazione”. Altri fenomeni bizzarri di un ciclo solare sono
le "solar storms"
(tempeste
solari) le quali condizionano fortemente quanto avviene
giornalmente sul nostro pianeta. Attività come la
distribuzione di energia elettrica, la navigazione aerea su rotte
polari, la navigazione marittima, le comunicazioni satellitari e tutte
le radiocomunicazioni,
comprese
quelle radioamatoriali, in presenza di una tempesta solare,
possono essere messe a rischio di black-out anche per un lungo periodo.
Nel 1989, una devastante tempesta solare distrusse i trasformatori di
energia elettrica del Quebec
(Canada),
condannandolo all'oscurità per diversi mesi. Ma entriamo nel
dettaglio per capire come avviene una tempesta solare, capace di
condannare al silenzio radio anche i più agguerriti
radioamatori. Innanzitutto occorre dire che il Sole non porta sulla
Terra soltanto luce e calore e che per attività solare si
intende l’emissione, variabile nel tempo, dal Sole e per
tutto lo spazio, del vento solare, di particelle energetiche, raggi X e
onde radio. Inoltre va aggiunto che esistono varie tipologie di
fenomeni solari che provocano disturbi alla attività umane:
le tempeste geomagnetiche, le tempeste di radiazione solare e i radio
black-out.
Ed allora passiamo in rassegna questi fenomeni di cui, il nostro amico
Sole, si rende protagonista nel corso di un ciclo solare: le tempeste
geomagnetiche sono perturbazioni del campo magnetico terrestre prodotte
dalle emissioni di plasma, espulso dalla corona solare
(CME, Coronal Mass Ejection)
attraverso i buchi coronali, capaci di raggiungere la Terra in circa
diciotto ore, e che, quando di forte intensità di protoni ed
elettroni, dopo aver interagito con il campo magnetico terrestre,
producono guai seri alle centrali elettriche, disturbano la
propagazione
delle onde radio, inibiscono i sistemi di navigazione
terrestre e satellitare e addirittura confondono il flusso migratorio
degli uccelli. Le CME, muovendosi lungo le linee di forza del campo
magnetico terrestre, sono anche all’origine di spettacolari
aurore polari. Mentre le tempeste di radiazione solare
(SEP, Solar Energetic Particles)
si riferiscono alla comparsa di elevati livelli di radiazione dei raggi
ultravioletti UV causati dall’eccessiva presenza di
particelle energetiche che viaggiano a 300.000 Km/s
(la velocità delle
onde radio e della luce) e raggiungono la Terra entro
circa 8' 16".
Gli effetti negativi di queste tempeste sono i disturbi alle
comunicazioni, ai sistemi di navigazione satellitare e, soprattutto, un
alto rischio per gli aerei che volano a quote elevate e per gli
astronauti, in modo particolare se in missione extraveicolare.
L’assorbimento di una dose abbondante dei nuclei atomici
energetici può causare danni ai tessuti ed organi, causando
le tipiche malattie da radiazione, fino alla morte. Infine,
l’argomento che ci riguarda più da vicino
è il radio black-out. La causa di forti disturbi e, a volte,
di un lungo
silenzio
radio in HF, è prodotto sulla ionosfera da intense
emissioni di raggi X provenienti dal Sole, a seguito di brillamenti
solari
(flares)
di classi molto elevate. A tal riguardo, la NOAA, National Oceanic and
Atmosferic Administration ha classificato i disturbi provocati
dall’emissione di Raggi X di provenienza solare, stilando una
scala di intensità, nella quale, una
Solar
X Ray Emission di tipo “M” o di tipo
“X”, rappresenta un segnale di allarme
per questo tipo di eventi. Una coppia di satelliti, GOES e POES
(Geostationary and Polar
Operational Environmental Satellite) osservano
costantemente l’attività solare nei Raggi X,
pronti a segnalare forti brillamenti ed intense emissioni. E qui va
aggiunto il prezioso contributo di radioamatori e astrofili che,
avvalendosi delle loro attrezzature, segnalano agli istituti di ricerca
le pericolose emissioni rilevate in banda radio e sullo spettro del
visibile. Ebbene, con l’intensificarsi delle
attività umane per scopi diversi, quali: la ricerca
spaziale, la meteorologia, le telecomunicazioni, la difesa militare, la
medicina, è diventato sempre più importante
conoscere il comportamento, a volte dannoso, della nostra stella.
Attraverso questa nuova disciplina scientifica denominata "meteorologia
spaziale"
(Space
Weather), la comunità scientifica è
riuscita a mettere in guardia dai danni provocati dalla violenza dei
raggi UV ed ha schierato una flotta di “sentinelle
solari” che, a distanza ravvicinata, osservano il Sole su
varie lunghezze d’onda, inviando sulla Terra preziose
informazioni. Ma lo studio della meteorologia spaziale non si limita
alla valutazione dei fenomeni solari, perché altri elementi
concorrono ad arricchire la materia, quali: i raggi cosmici galattici
(Galactic Cosmic Ray),
causati dalle esplosioni di supernovae (esplosioni di stelle al termine
della loro vita) provenienti dallo spazio profondo e che raggiungono la
Terra, trasportando molta più energia delle particelle
solari, per nostra fortuna, bloccata dal nostro campo magnetico e
dall’atmosfera terrestre; ed i lampi di raggi gamma
(GRB, Gamma Ray Burst).
Al momento, questi fenomeni non trovano ancora una soddisfacente
spiegazione scientifica, per cui sono ancora oggetto di studio;
tuttavia, lasciano capire l’importanza che riveste lo studio
della meteorologia spaziale, in modo particolare se indirizzato a
migliorare le nostre capacità di prevedere eventi
particolarmente energetici che potrebbero compromettere la nostra
sicurezza. Attualmente, più che previsioni, si tratta di
analisi probabilistica degli eventi; e fu per puro caso che gli
astronauti della Stazione Spaziale Internazionale
(ISS, International Space
Station) scamparono alle devastanti radiazioni UV del 20
Gennaio 2005, perché all’ultimo momento,
annullarono una missione extraveicolare. Non da meno avvenne il 6
Dicembre 2006, quando un enorme brillamento solare generò un
flusso di rumore in banda radio dieci volte superiore al normale,
rilevato da tutte le stazioni radioastronomiche terrestri, sufficiente
ad abbagliare tutti i ricevitori GPS dell’emisfero della
Terra esposto al Sole. Ma lo spettacolo più singolare del
Sole, avvenne il 13 Dicembre 2006, quando un'enorme CME, raggiunse la
Terra in due ondate, la prima tra le 12.00 e le 18.00 UTC e la seconda
nella notte del 14 Dicembre, provocando gravi danni ai computer di
bordo ed ai pannelli solari di alcuni satelliti e causando un black-out
radio che durò circa due giorni
. In quel periodo, molti
radioamatori salirono sul tetto per controllare le antenne, convinti
che fossero disconnesse dagli apparati radio. ;-)
Quindi, fenomeni rilevabili anche con apparecchiature radioamatoriali.
A conclusione, che cosa ci riserva il XXIV° ciclo solare?
Al di là dei suoi capricciosi fenomeni, io mi auguro tanta
buona propagazione su tutte le bande;
ma soprattutto, spero tanta pace e serenità per i popoli
della Terra.
Di questa speranza, credetemi, ce n'è tanto bisogno!
Torna
ad Articoli scientifici
Torna
alla home del SETI ITALIA G. Cocconi
Copyright © 2008 Giovanni Lorusso
I documenti, i grafici e le immagini pubblicati su tutto questo sito
sono copyrighted.
Collegamenti (links) a questi documenti sono permessi e incoraggiati.
Nessuna copia può essere fatta senza permesso.