Il DX Galattico
di Giovanni Lorusso IK7ELN
IARA, SdR
Radioastronomia UAI, AMSAT-Italia
Introduzione
Quando, in una notte
serena, osserviamo la volta stellata, la domanda che immediatamente ci
poniamo è: siamo soli nell’Universo? Da sempre, il
cielo ha suscitato curiosità negli uomini e, sicuramente, i
nostri progenitori cavernicoli, si saranno chiesti che cosa fossero
quei puntini luminosi che vedevano in cielo. Poi, i popoli antichi
(greci, romani, babilonesi, fenici cinesi, maya, atzechi,
toltechi…) cominciarono a studiare il cielo e ad elaborare
una propria cosmogonia, nella quale inglobarono anche religione,
mitologia e filosofia. Ma, nonostante i lusinghieri traguardi raggiunti
dall’uomo del terzo millennio nella ricerca astronomica, la
domanda di sempre:
“siamo soli nell’Universo?”, attende
ancora una risposta.
…CQ DX,
CQ DX, CQ DX, outside Earth; CQ DX, via very long part, to 581c Gliese
Planet and standing by…!
Ma che razza di chiamata DX è mai questa?
Qualcuno penserà: sicuramente, le temperature torride di
questi giorni lo fanno vaneggiare!
Effettivamente, i 40° ed oltre, di questi giorni erano davvero
insopportabili; ma, con un pizzico di fantasia, questo tentativo di DX,
potrebbe essere di un radioamatore del quarto millennio.
Ed allora, in attesa che, eventuali colleghi radioamatori
dell’esopianeta Gliese 581c, rispondano a questa, mia,
strambalata, chiamata, noi, riassumendo i toni
dell’ufficialità ed entriamo nel vivo
dell’argomento per cercare di capire di che si tratta.
Dunque, giorni addietro, le reti televisive diedero notizia di una
importante scoperta astronomica: un pianeta simile alla Terra, dove
potrebbe, scorrere acqua e, di conseguenza, potrebbe essersi sviluppata
qualche forma di vita.
A questo punto, è evidente che la mia chiamata DX
rappresenta uno scherzoso precursore dei tempi, ma, una notizia di
questo genere, non fa altro che mettere in moto la fantasia di
chiunque, proprio nella speranza di dare una risposta definitiva alla
domanda “siamo soli nell’Universo?”
Tuttavia, per quanto veritiera è la notizia diramata dai
mass media, in queste circostanze, il
“condizionale” è d’obbligo!
L’oggetto celeste scoperto da Michel Mayor, astrofisico
presso l’Università di Ginevra,
è la stella Gliese 581, classificata nana rossa e riportata
nel catalogo Wilhelm Gliese come la 581, ad una distanza
dalla Terra di circa venti anni luce, nella costellazione della
Bilancia, con una massa inferiore al nostro Sole e con una temperatura
fotosferica di 2500 Kelvin.
Successivamente, nel 2005, il team ginevrino, utilizzando il telescopio
di La Silla, in Cile, scoprì il primo pianeta, che gli
orbita intorno ad una distanza di sei milioni di Km., in appena sei
giorni e con temperature estreme di 150-200 gradi simili a Mercurio,
catalogato come Cliese 581b.
A seguire, la scoperta del secondo pianeta: Gliese 581d, con una massa
otto volte maggiore di quella della Terra, con un’orbita
fortemente eccentrica di 84 giorni, alla distanza di 37,5 milioni di
Km. e con temperature molto estreme, ovvero: un pianeta gelido simile a
Marte.
Ma, ecco la scoperta sensazionale che ha dato vita alla notizia di
cronaca: l’esopianeta 581c, il terzo pianeta di questo
sistema extrasolare, simile alla Terra, con un’orbita
ellittica di tredici giorni ad una distanza di 11 milioni di Km.;
quindi, nel bel mezzo della “fascia di
abitabilità”.

A questo punto, si rende opportuno accennare al concetto con cui
è definita dagli astronomi la “fascia di
abitabilità”, per il glossario astronomico: CHZ,
Circumstellar Habitable Zone; ovvero, un posizione favorevole per un
pianeta, rispetto alla stella intorno alla quale orbita, tale da
ospitare la presenza di acqua liquida e permettere lo sviluppo di
eventuali forme di vita. Per cui, il CHZ, nella sua logica rigorosa,
prevede: una distanza del pianeta proporzionata alla grandezza della
stella intorno alla quale deve orbitare
(la Terra si trova a circa 150
milioni di Km dal Sole, in una posizione ottimale della fascia di
abitabilità del nostro sistema solare); un
orbita lenta ed ellittica del pianeta che permetta giusti irraggiamenti
angolari da parte della stella, generando fasi stagionali di equinozi e
solstizi; un movimento di rotazione sul proprio asse, sincrono tra
stella e pianeta, necessario per mostrare alla stella entrambe le facce
e, quindi, consentire, il regolare avvicendamento del giorno e della
notte, elemento utile per mantenere una temperatura moderata e globale
su tutta la superficie, con valori tali da evitare
l’evaporazione o il congelamento dell’acqua.
Ma, torniamo a Gliese 581c, il quale, così come
già accennato precedentemente, è collocato in una
posizione favorevole del suo CHZ
(giova
ricordare che il CHZ è correlato alla massa della stella;
pertanto, la fascia di abitabilità di Gliese 581
è di dieci volte più prossima rispetto al nostro
Sole, e si riduce a soli 10-15 milioni di Km) con un campo
gravitazionale di due volte quello della Terra, perciò
favorevole alla formazione di vari strati atmosferici, con una
temperatura, con valori che dovrebbero oscillare da -3° C a
+40° C e con una media giornaliera di 20° C, rendendo
le condizioni davvero favorevoli alla presenza di acqua allo stato
liquido. Naturalmente, tutti questi dati fin qui elencati, permettono
soltanto di formulare delle ipotesi, che, comunque, potrebbero essere
avvalorate dalle future missioni spaziali, la TPF della NASA e la
DARWIN dell’ESA, già pronte a partire, con
destinazione: sistema extrasolare Gliese 581. Tra le tante incognite
che dovranno svelare, vi è anche quella che,
l’esopianeta 581c, possa mostrare sempre la stessa faccia
alla sua stella, a causa di forze mareali tra i due corpi celesti, di
ben 400 volte superiori al sistema Terra-Luna. Alla luce di questi
interrogativi è evidente che il condizionale è
d’obbligo e gli entusiasmi scaturiti dalla notizia mediatica,
vanno radicalmente ridimensionati.
Tuttavia, la ricerca non è vincolata soltanto alle missioni
spaziali, in quanto, i ricercatori del progetto
SETI,
Search Extra Terrestrial Intelligence, hanno immediatamente
puntato le antenne dei radiotelescopi in direzione di questo sistema
extrasolare, nella speranza di ascoltare eventuali segnali
intelligenti.
E, quando i lavori del
grande
radiotelescopio ATA, Allen Telescope Array, saranno ultimati,
ci sarà un ulteriore orecchio terrestre, puntato su Gliese
581 e company.
Di questo radiotelescopio già ci informò il Dr.
Bruno Moretti IK2WQA, ricercatore
SETI
Italia “Giuseppe Cocconi”, nel corso dei
lavori del congresso di radioastronomia “ICARA
2006”, tenutosi a Caltanissetta, presso l’Istituto
ITI Mottura, e, da me, riportato, su queste pagine.
Il Dr. Moretti, nella sua interessante relazione, informò i
presenti che l’ATA, realizzato con 350 antenne, in
configurazione array, operano con una scansione di frequenza istantanea
di 11,2 GHz e con una copertura a largo campo di 2,45°.
L’ATA occuperà un territorio di un ettaro, presso
l’Hat Crek Observatory, completamente gestito dal Radio
Astronomy Laboratory di Berkeley di San Francisco e dal SETI Institute
in California e lavorerà esclusivamente per la ricerca SETI.
Ma, la cosa più sorprendente di questo progetto è
che, a differenza di altre stazioni radio astronomiche, le quali
lavorano al progetto SETI ad intervallo di tempi limitati,
perché i costi di gestione sono enormi, l’ATA,
invece, farà ascolto continuato, avvalendosi del sistema
SERENDIP, Search for Extraterrestrial Radio Emission from Nearby
Developed Intelligent Population.
Un enorme orecchio terrestre, teso nell’Universo, di notte e
di giorno!
Nel progetto SETI sono chiamati a collaborare anche i radioamatori,
apportando un valido contributo alla ricerca attraverso il
SETI@home.
In Italia, un proficuo lavoro di ricerca in questa disciplina, viene
svolto dall’Italian Amateur Radio Astronomy Sezione di
Ricerca SETI Italia e dall’Unione Astrofili Italiani Sezione
di Ricerca Radioastronomia, dove gruppi di radioamatori ed astrofili,
motivati dalla passione, collaborano attivamente con la scienza
ufficiale.
Giunti alla fine dell’articolo e, visto che fino ad ora,
nessun radioamatore dell’esopianeta Gliese 581c, ha risposto
alla mia chiamata, tenuto conto che le temperature non accennano a
diminuire,
spengo la radio e vado al mare a rinfrescarmi le… idee.
IK7ELN QRT
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