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1° Meeting di Radioastronomia Amatoriale
di Giovanni Lorusso IK7ELN
IARA, SdR Radioastronomia UAI, AMSAT-Italia

Organizzato dalla Sezione di Ricerca Radioastronomia dell'UAI, in collaborazione con IARA (Italian Amateur Radio Astronomy) e con l'IRA-INAF (Istituto di Radio Astronomia dell'Istituto Nazionale di AstroFisica), il 29 e 30 ottobre 2005, presso la sala convegni del Radioastronomical Station Visitor Center "M.Ceccarelli" di Medicina (Bologna), ha avuto luogo il 1° Meeting di Radio Astronomia Amatoriale.
L'incontro, che ha visto la presenza di un nutrito numero di partecipanti provenienti da varie regioni d'Italia, tra cui anche un buon numero di radioamatori, si è sviluppato in diverse sessioni di lavoro che hanno impegnato due giorni con intensi argomenti trattati da diversi relatori, i quali, con le loro disquisizioni, hanno catturato l'interesse dei presenti. Naturalmente, i temi trattati hanno riguardato argomenti di natura tecnico/scientifica, utili al radioamatore che voglia cimentarsi in questa disciplina ed effettuare, così, un prezioso lavoro di ricerca e studio, davvero gradito dalla comunità scientifica.
I segnali radio dei campi magnetici del Sole, dei pianeti del sistema solare, e delle innumerevoli radio sorgenti che popolano l'Universo, a detta degli esperti, sono facilmente ricevibili anche con le apparecchiature amatoriali. Non da meno, la ricerca di eventuali segnali "intelligenti" provenienti da altri mondi.
E qui va aggiunto che alcuni radioamatori, da diversi anni, sono impegnati nel lavoro di ricerca del Progetto SETI Italia (Search Extra Terrestrial Intelligence), validamente coordinato da Bruno Moretti IK2WQA.
Ma ritorniamo al programma, molto intenso, di lavori scientifici che ha coinvolto astrofili, radioamatori e autorevoli personalità del mondo della Scienza. Sabato 29 ottobre, dopo il messaggio di benvenuto rivolto ai presenti, ad aprire la prima sessione dei lavori ha provveduto l'Ing. Stelio Montebugnoli, direttore del radiotelescopio "Croce del Nord" di Medicina (Bologna), il quale ha immediatamente ha dato la parola al Dott. Salvatore Pluchino, direttore dell'Osservatorio Astronomico "I. Newton" di Ragusa e coordinatore nazionale di IARA, che ha informato i presenti circa l'intensa attività di ricerca svolta dalla Sezione di Ricerca Radioastronomia dell'UAI, coadiuvata dalle aree di ricerca dello IARA Group.
A seguire il Prof. Mario Sandri, Presidente del GRRAT (Gruppo di Ricerca Radio Astronomica del Trentino), il quale ha relazionato i presenti sul programma di ricerca delle analisi in multibanda dell'attività dello sciame meteorico delle Liridi.
Mentre Luciano Ferri e Marco Valentini, ricercatori del Gruppo Astrofili "M1", hanno trattato lo studio della fattibilità del software per l'acquisizione, la distribuzione e l'analisi dei dati ricevuti dal radiotelescopio.
L'Ing. Flavio Falcinelli, direttore del centro di ricerca e sperimentazione "RadioAstroLab", ha mostrato ai presenti come può essere realizzato un radiotelescopio amatoriale avvalendosi di materiale surplus, facilmente reperibile nelle fiere dei radioamatori. La realizzazione, con l'impiego di materiale a basso costo, a detta dell'Ing. Falcinelli, consente al radioastrofilo di ottenere lusinghieri successi.
Interessante anche la relazione di Goliardo Tomassetti I4BER, relativa alla realizzazione di un interferometro in banda "X".
Quando, poi, Bruno Moretti IK2WQA, ha trattato l'argomento SETI, anche il brusio che, sovente in queste circostanze, è presente in sala, è terminato.
Infatti, quando si parla di "extra terrestri" la curiosità di chiunque diventa forte.
Il Dr.  Moretti, responsabile del Gruppo di Ricerca "G.Cocconi" per il progetto SETI Italia, è riuscito a catturare la platea con la relazione "From SETI@home to Universe", illustrando gli ultimi sviluppi del lavoro di ricerca svolto dal suo staff.
Nella seconda sessione di lavoro, l'Ing. Stelio Montebugnoli, avvalendosi di immagini significative, ha mostrato quali sono i grandi strumenti per la ricerca radioastronomica di domani: lo SKA (Square Kilometre Array). Un radiotelescopio capace di acquisire un maggior numero di dati sulla stessa frequenza d'onda. L'Ing. Roberto Ambrosini, I4AOR, poi, ha mostrato come si possono ottenere accurate sincronizzazioni di tempo per il laboratorio del radioamatore.
La seconda sessione di lavoro è stata chiusa dalla relazione dell'Ing. Jader Monari (IRA-INAF), trattando i concetti generali sui "front-end" per la radioastronomia.
Domenica, 30 ottobre, ad aprire la terza sessione ha provveduto il Dr. Claudio Maccone, Direttore dell'Alenia Spazio di Torino, il quale ha trascinato i presenti in sala in un fantastico viaggio intorno alla faccia nascosta della Luna, dove, in un futuro non tanto lontano, sarà realizzato un grande radiotelescopio, immune dall'inquinamento elettromagnetico generato dalla Terra. Infatti, la faccia nascosta della Luna beneficia di una particolare zona di silenzio che gli scienziati chiamano "Quiet Cone" (Cono di Silenzio), dove le interferenze generate sul nostro pianeta non riescono a giungere, rendendo, perciò, idonea la realizzazione di un sito di radio ascolto, del tutto privo di "noise". Questo progetto, ambito dalla comunità scientifica internazionale, per certi versi è  identico alla messa in orbita del telescopio spaziale Hubble Space Telescope; il quale, non condizionato dalla turbolenza dell'atmosfera terrestre, osserva serenamente corpi celesti ai confini dell'Universo, inviando sulla Terra immagini molto nitide.
La scaletta degli interventi si è chiusa con la relazione di Michele Mallardi IZ7EVR sulla trattazione delle osservazioni termiche radioastronomiche in banda 10 GHz da lui effettuate. Un certosino lavoro di ricerca su una banda davvero difficile! E qui giova ricordare che Michele Mallardi, socio molto attivo della Sezione ARI di Castellana Grotte (Bari), il 7 marzo 2004, organizza, con grande successo, un Convegno di Radioastronomia presso la sua Sezione ARI; e che spesso mantiene i contatti con la stazione spaziale I.S.S. (International Space Station), in modo particolare quando a bordo lavorano astronauti Italiani (l'ultimo collegamento lo ha effettuato con Roberto Vittori). Applauditissimo, Michele Mallardi ha terminato il suo intervento informando i presenti che un buon numero di radioamatori, già da tempo, è impegnato in questa disciplina, collaborando fattivamente con gli Istituti di Ricerca; e, che, in futuro, il rapporto di collaborazione vedrà riunire le sinergie perchè, nell'era dell'Homo Tecnologicus, il radioamatore ha dovuto necessariamente abbandonare lo stereotipo di "comunicatore" per assumere la figura del ricercatore.
A chiusura dei lavori, i partecipanti sono stati condotti in visita guidata alla stazione radioastronomica "Croce del Nord" dove, ognuno ha potuto ammirare e fotografare l'enormità delle antenne (un sogno proibito dei radioamatori...!) ed ascoltare la dettagliata descrizione del lavoro svolto dai ricevitori che compongono il sofisticato complesso di apparecchiature della stazione radio dell'IRA di Medicina.
Infine, una foto di gruppo ha riunito tutti sotto gli enormi tralicci delle antenne del radiotelescopio.
Ospiti graditi di questa due giorni scientifica in terra emiliana: il Presidente dell'UAI, Dott. Emilio Sassone Corsi, ed il Presidente Nazionale dell'A.R.I., Luigi Belvederi I4AWX.
In tale circostanza, il Presidente dell'ARI ha discusso lungamente con l'Ing. Montebugnoli e con il Dott. Salvo Pluchino sulla possibilità di futuri progetti mirati ad unire le sinergie nel lavoro di ricerca, studio e sperimentazione.
Scopo precipuo anche dei radioamatori.


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