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ICARA 2007, Italian Congress of Amateur Radio Astronomy
di Giovanni Lorusso IK7ELN
IARA, SdR Radioastronomia UAI, AMSAT-Italia

Con la partecipazione del Comune di Camugnano (BO); del Comune di Castiglione dei Pepoli (BO); del GRAAT, Gruppo di Ricerca Radio Astronomia Amatoriale del Trentino; del RAL, Radio Astro Laboratory di Senigallia; del SETI Italia Team “Giuseppe Cocconi”; della Sezione di Ricerca Radioastronomia dell'UAI; e con il patrocinio di ENEA, Ente Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente, nei giorni 3 e 4 Novembre, presso il Centro di Ricerche ENEA di Brasimone (BO), ha avuto luogo il IV° Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale, organizzato da IARA, Italian Amateur Radio Astronomy, in collaborazione con il Gruppo M1 Astrofili Castiglionesi. La manifestazione ha visto la presenza di autorevoli personalità del mondo della scienza ed un numero sempre più crescente di radioamatori ed astrofili interessati a questa disciplina scientifica; oltre, naturalmente, ad un numeroso pubblico che, nei due giorni del Congresso, ha affollato la sala convegni del centro ENEA. Per cui, sabato, 3 Novembre 2007, dopo il saluto delle autorità cittadine, i lavori congressuali sono stati aperti con la sessione: Bioastronomia e SETI, con la relazione del Prof. Cristiano Cosmovici, direttore di ricerca dell’Istituto dello Spazio Interplanetario, sul tema “Ricerca di vita primordiale e intelligente nel Cosmo”. Il Prof. Cosmovici, avvalendosi di immagini davvero affascinanti dell’Universo, proiettate sullo schermo, ha informato il pubblico presente sui risultati raggiunti dall’attività di ricerca dell’astrobiologia e della biochimica, grazie ai preziosi dati inviati dalle sonde interplanetarie ed al contributo del telescopio spaziale Hubble Space Telescope, inprontati sulla ricerca di materiale organico, molecole di carbonio, di ossigeno, di idrogeno e di azoto. Il Prof. Cosmovici ha terminato la sua interessante relazione non escludendo altre forme di vita nel Cosmo, soprattutto dopo la recente scoperta di altri esopianeti appartenenti ad altri sistemi solari ed a altre galassie. Ha fatto seguito la relazione dell’Ing. Stelio Montebugnoli, direttore dell’Istituto di Radio Astronomia dell'INAF di Medicina (BO), dove ha sede il radiotelescopio “Croce del Nord”, con la relazione “La Radioastronomia in Italia”. Tenuto conto che presso l’IRA–INAF di Medicina, i ricercatori sono impegnati anche nel progetto SETI Italia (Search Extra Terrestrial Intelligence), l’ing. Montebugnoli, nella sua relazione, ha voluto trattare questo argomento ed, in modo particolare, il loro impegno scientifico nella ricerca di un segnale radio intelligente, possibile soltanto attraverso la radiazione elettromagnetica che gli oggetti celesti, presenti nell’Universo, ci inviano nelle bande dello spettro e.m., perché le enormi distanze che separano i corpi celesti rendono impossibile la ricerca nello spettro del visibile. A tal riguardo, l’Ing. Montebugnoli ha informato i presenti circa la tecnica da loro usata nel progetto SETI, con l’utilizzo di radio ricevitori che operano su un range di frequenza  da 1 GHz a 10 GHz, divisi in 131.000 canali, dove il rumore è molto basso, connessi all’antenna parabolica di 32 metri di diametro.  A conclusione della sua relazione, l’Ing. Montebugnoli non ha escluso che, in futuro, la ricerca di possibili forme di vita intelligenti possa dare dei buoni risultati; magari, con una forma di vita intelligente priva di manualità, quali, ad esempio i delfini, che vivono nei nostri mari, i quali, per quanto intelligenti, gli mancano le mani per realizzare le loro capacità! Infine, ha dato, ai presenti, un cenno sui futuri progetti che riguardano la ricerca SETI Italia. Tra questi,  la progettazione del Radiotelescopio SRT di San Basilio (Cagliari) realizzato con una parabola di 64 metri di diametro; e, a partire dal 2020, la partecipazione al progetto SKA European Project (Progetto Europeo “Square Kilometer Array”), dove, anche la stazione radioastronomica di Medicina, sarà consorziata nella ricerca SETI con le stazioni radioastronomiche europee, configurando la sua antenna in un unico sistema di ricerca. A chiudere la prima sessione di lavoro ha provveduto Michele Mazzuccato, ricercatore del Gruppo M1, con la relazione “Sungranzing Comets”. Le immagini proiettate sullo schermo, frutto della ricerca di Mazzuccato, hanno mostrato ai presenti la particolarità di questa famiglia di comete, le quali non mostrano all’osservatore la normale coda cometaria divisa in due parti, generata dalla sublimazione del ghiaccio e delle polveri presenti nel nucleo cometa, in avvicinamento al Sole; ma sviluppano soltanto un alone cometario dovuto dall’esplosione del nucleo, formato solo da polveri.


La seconda sessione di ricerca, si è aperta con la relazione del sottoscritto, IK7ELN Giovanni Lorusso, area coordinator Sezione di Ricerca Alta Atmosfera IARA e tutor Sezione di Ricerca Radioastronomia UAI; congiuntamente a IW7DEC, Roberto Di Leo  ricercatore IARA, intitolata “Selene 2007 – Eclisse totale di Luna del 3 Marzo 2007”. Unitamente a IW7DEC, Roberto abbiamo riportato ai presenti l’esperienza vissuta sulle pendici di Monte Vulture (Basilicata), a quota 1400 m. s.l.m., durante le fasi dell’eclissi; riferendo loro che, nonostante le condizioni atmosferiche avverse, abbiamo condotto una serie di esperimenti con lo spettroscopio e con le riprese fotografiche differenziate; mantenendo i contatti via radio con altri siti osservativi, tra i quali, il sito di Polignano a Mare (Bari), dove lo staff capeggiato da IZ7EVR Michele Mallardi, seguiva l’evento astronomico in banda radio, con il radiotelescopio amatoriale “Live”, sulla frequenza di 11 GHz, per rilevare la radiazione termica del suolo lunare, man mano che il cono d’ombra della terra oscurava la superficie della Luna. Di pari, il nostro esperimento, basato sull’esame spettroscopico del suolo lunare, nell’intento di rilevare eventuali variazioni durante le fasi dell’Eclisse. A tal proposito, abbiamo ricordato al pubblico presente che l’esame spettroscopico lunare è simile a quello solare, in quanto la Luna non brilla di luce propria ma di luce riflessa del Sole. Infine, abbiamo mostrato le immagini fotografiche riprese con la tecnica CCD e con normali apparecchi fotografici connessi al telescopio per rilevare l’anomalo colore rossastro presente sulla superficie della Luna al culmine dell’eclissi a causa delle polveri da inquinamento in sospensione nell’Atmosfera terrestre. A seguire, il Prof. Mario Sandri, presidente del GRAT di Trento, con la sua relazione ”Studio dell’attività delle Liridi nel 2007”. E, qui, va detto che il GRAT si occupa prevalentemente dello studio degli sciami meteorici, monitorando annualmente lo sciame delle Liridi. Infatti, il Prof. Sandri ha mostrato ai presenti i recenti filmati degli impatti meteorici dello sciame sugli strati alti dell’Atmosfera terrestre, fornendo ai presenti preziose informazioni circa la loro provenienza dovuta al residuo della coda della cometa Thatcher apparsa intorno al 1861; al loro periodo di intensa attività, dal 16 al 25 Aprile e con un picco massimo intorno al 22 Aprile; al loro radiante, proveniente, appunto, dalla costellazione della Lira, alla velocità media di 49 Km/s; alla frequenza di avvistamento ZHR (Zenital Hourly Rate), cioè l’unità di misura relativa al numero di meteoriti avvistate nell’arco di un’ora; ed, infine, il motivo del colore bluastro delle meteoriti al momento dell’ablazione in atmosfera, dovuto alla quantità di polveri presenti nel nucleo della cometa genitrice. Dopo la relazione del Prof. Sandri, è seguita la relazione “Esperimenti di Radioscienza con la Venus Express e la Cassini” del Dott. Salvatore Pluchino, Radioastronomo dell’IRA di Medicina e Coordinatore Nazionale di IARA. Ed anche questa volta, il pubblico presente ha potuto apprezzare le immagini riprese dalla sonda Venus Express, commentate nei dettagli dal Dott. Pluchino. Non da meno, le immagini della sonda Cassini-Huigens, artefice di uno spettacolare slalom tra gli anelli di Saturno ed della discesa al suolo del satellite Titano, sede di enormi giacimenti di metano ed etano. Il Dott. Pluchino ha informato i presenti che entrambe le missioni spaziali sono state seguite anche in banda radio, dai ricercatori della stazione radioastronomica di Medicina, utilizzando l’antenna parabolica di 32 m.; visualizzando le radio mappe rilevate dei due pianeti e del satellite Titano. La seconda sessione del congresso si è conclusa con la conferenza dell’Ing. Stelio Montebugnoli sul monitoraggio dei detriti spaziali, un certosino lavoro di osservazione del Radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina. A tal riguardo, l’Ing. Montebugnoli ha mostrato immagini terrificanti sulla enorme quantità di materiale abbandonato nello spazio: dal più piccolo bullone ai razzi vettore per la messa in orbita dei satelliti; ma, anche a pezzi di ferro che componevano la stessa struttura dei satelliti abbandonati nello spazio. Insomma, una pattumiera spaziale davvero pericolosa per la navigazione dei satelliti, per il laboratorio spaziale ISS, per le frequenti missioni Shuttle della NASA e per gli stessi astronauti in missione extra veicolare per effettuare delicate manovre di riparazioni. E, sebbene la Comunità Scientifica Internazionale si sia riunita per porre rimedio a questa situazione, duole dire che, la Cina, incurante delle raccomandazioni della CSI, ha lanciato un missile nello spazio per distruggere un suo satellite, a loro dire, ritenuto da loro difettoso, causando altri detriti spaziali. Alla domanda del pubblico relativa alla bonifica dei detriti presenti nello spazio, l’Ing. Montebugnoli ha riferito che, al momento, non esiste una soluzione, ma soltanto l’intesa tra gli Enti Spaziali Internazionali di non creare ulteriore inquinamento nello spazio. Domenica, 4 Novembre 2007, ad aprire i lavori della sessione: Divulgazione, hanno provveduto IV3NDC Massimo Devetti e IV3GCP, Giovanni Aglialoro, docenti presso l’ITI Duca degli Abruzzi di Gorizia, i quali, unitamente ad alcuni alunni Chiara Corriga, Chiara Pizzol e Simone Kodermaz, hanno presentato la relazione “Monitoraggio sciami meteorici 2007”. Quindi, docenti ed alunni hanno mostrato al pubblico presente il loro progetto intitolato “Cosmicnoise Radio Astronomy Team”, ovvero: il loro lavoro di ricerca in questo settore, svolto nel loro Istituto Scolastico di Gorizia, avvalendosi di modesta stazione radioastronomica costituita da una antenna a parabola di 1,5 di diametro; di un convertitore di frequenza da VHF a 40 MHz; un vecchio ricevitore radioamatoriale Yaesu FRG 9600 sintonizzato su 40 MHz; e un computer dotato di un programma di gestione per l’elaborazione dei dati raccolti. Inoltre, un archivio annuale dove sono raccolti le classificazioni degli sciami meteorici nel corso del movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole ed il numero degli impatti meteorici nell’Atmosfera Terrestre. Subito dopo ha ripreso il Dott. Salvatore Pluchino con la relazione “Corsi di Radioastronomia didattica UAI”, nella quale, ha illustrato le finalità e la logistica con cui i corsi, organizzati dalla Sezione didattica dell’UAI, in collaborazione con IARA, e l’IRA di Medicina, regolarmente autorizzati dal MIUR e indirizzati agli insegnanti, agli astrofili ed ai radioamatori, vengono organizzati a Medicina per i corsisti del Centro e Nord Italia ed a Noto per i corsisti del Sud Italia e le Isole.  A chiusura della sessione, la conferenza dell’Ing. Giorgio Perrotta, tutor dell’Università La Sapienza di Roma e socio onorario di AMSAT-Italia, sul tema: “Gli esperimenti di radioascolto, interferometria (SB-VLBI)  e sounding ionosferico del progetto amatoriale satellitare AstroSat–SkyWave”.  La conferenza dell’Ing. Perrotta “Memorandum of Understanding tra AMSAT-Italia e UAI per la missione AstroSat e SkyWave”, ha riguardato il protocollo d’intesa tra le due Comunità di Ricerca Amatoriali di un progetto comune per lo sviluppo, lancio ed operazione di due satelliti, in un orbita pointing inerziale, al di sopra dell’atmosfera terrestre. Il primo, AstroSat, con a bordo un  telescopio amatoriale per osservazioni ottiche, per la fotometria, immagine e spettrometria delle stelle; ed il secondo, SkyWave, esperimento di ascolto radio emissioni nelle bande 10-40 MHz e interferometria nella banda 1,4-24 GHz, con un radio ricevitore per lo studio del comportamento della ionosfera al di fuori dell’atmosfera terrestre. Un progetto di mutuo interesse, il quale si potrebbe rafforzare con la presenza di ricercatori professionisti, università e comunità scientifiche amatoriali a validare gli strumenti ed usare i dati ricavati dalla missione; ma, anche la comunità di radioamatori, pronti a collaborare, con le loro capacità e la loro professionalità, per avvalersi, poi, dei dati del Radio Amateur Topsaid Sounder (un radar in banda HF) e del trasponder di bordo per il miglioramento delle comunicazioni attraverso la Ionosfera e la conoscenza delle iterazioni Terra/Sole. Un progetto futuristico, immediatamente supportato dall’Agenzia Spaziale Europea, nell’ambito delle sue azioni scientifiche per lo studio e la ricerca sullo “Space Weather” (tempo meteorologico spaziale) generato dalle perturbazioni solari, con effetti che influenzano anche l’atmosfera terrestre. Al termine della sua relazione, l’Ing. Perrotta è stato letteralmente bersagliato di domande, soprattutto dei radioamatori presenti, ansiosi di avere notizie tecniche riguardanti il tipo di ricetrasmettitore e di antenne che verranno installati a bordo dello SkyWave. Non da meno, le domande degli astrofili, sulla configurazione ottica del telescopio spaziale amatoriale AstroSat. L’ultima sessione di lavoro “Tecnica Radioastronomica” è iniziata con la relazione di IX1GTG Luciano Ravello, ricercatore presso l’Associazione Valdostana Scienze Astronomiche, intitolata “La radiotecnica al servizio dell’astronomia”. Autore di numerose pubblicazioni, Luciano Ravello ha mostrato ai presenti come una stazione di radioamatore con l’ausilio di un computer può essere impiegata nella ricerca astronomica e radioastronomica, quale: l’ascolto del campo magnetico di Giove sulla frequenza di 22 MHz; delle perturbazioni solari anche sulle bande radioamatoriali; e di altre radio sorgenti presenti nell’Universo. Mentre, IV3DVB, Maurizio Devetta e IV3GPC, Giovanni Aglialoro, del Cosmicnoise Radio Astronomy Team, nella loro relazione presentata “Installazione a tetto di un paraboloide per uso radioastronomico”, hanno mostrato come è possibile realizzare un radiotelescopio amatoriale, utilizzando parabole dismesse da Istituti o Enti di Ricerca; modificando normali rotori di antenne per renderli capaci di effettuare anche il movimento di ascenzione retta e di declinazione, oltre, naturalmente, quello di rotazione. Una interessante relazione tecnica, supportata dalle immagini relativi all’opera di trasformazione e di installazione sul tetto di antenna, rotore e cavi di discesa. Argomento, questo, che ha visto coinvolti i radioamatori presenti in sala, i quali non hanno risparmiato di domande i colleghi Devetta e Aglialoro. Infine, Michele Mazzuccato e Marco Valentini, Ricercatori del Gruppo M 1 Astrofili Castiglionesi, hanno concluso l’ultima sessione di lavoro con la relazione “Aggiornamenti e sviluppi, sullo studio di fattibilità di software per acquisizione, distribuzione e analisi dei dati ricevuti dal radiotelescopio”. Trattasi di una stretta forma di collaborazione tra l’IRA di Medicina ed il Gruppo M 1, basata sull’acquisizione dei dati rilevati dal radiotelescopio “Croce del Nord” ed acquisiti anche dal Gruppo M1, per ulteriori analisi dei dati delle ricerche effettuate. Un valido ausilio per i ricercatori di Medicina, ma anche un elevato impegno scientifico da parte dei soci castiglionesi.  ICARA 2007 si è conclusa con una foto di gruppo dei partecipanti, ripresa sullo sfondo del lago di Brasimone che, per entrambi i giorni, ha fatto da cornice al congresso di Italian Amaterur Radio Astronomy.
Sarà la città di Milano ad ospitare i lavori di ICARA 2008.  Siate i benvenuti.

Considerazioni
Fin da quando l'intelligenza illuminò la mente umana, l'Uomo è rimasto colpito da quella misteriosa volta oscura, intervallata da puntini luminosi, che ogni notte brillano sfavillanti, dando luogo ad innumerevoli fantasie. Ma, osservando attentamente, l'Uomo capì che anche il suolo che lui calpestava faceva parte di quella misteriosa volta oscura. Nacque, così, la ricerca astronomica, nella quale sono tuttora impegnati Uomini di scienza (gli scienziati) e uomini comuni (gli astrofili) che, con dedizione, scrutano il cielo. Succede poi, che gli scienziati e gli astrofili sono invitati a partecipare ad altri le loro scoperte, i loro traguardi, magari raggiunti dopo ore, giorni, mesi, forse anni di ricerca. Ed, in queste occasioni, nascono, così, racconti entusiasmanti, a volte fantasiosi, che affascinano chi li ascolta. E' la Scienza a raccontarsi. Ad Totius Universi Scientiam.  Queste, dunque, le finalità di ICARA.  


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