Da
Galileo alla scoperta di un E.T. intelligente
di Piero Bianucci, Direttore di Tuttoscienze de La Stampa e di
INFINI.TO Planetario di Torino
articolo pubblicato su La Stampa del 17
dicembre 2009
Se l’umanità riuscisse a scoprire
un’altra civiltà nell’universo, questo
sarebbe l’evento più importante della Storia.
L’impresa è ovviamente difficilissima, ma un
manipolo di scienziati visionari, disinteressati (difficile pubblicare
in questo campo, quindi scarse prospettive di carriera) e pazienti
(nessuno può dire se e quando ci sarà un
traguardo) fin dagli Anni 60 del secolo scorso è al lavoro
per intercettare un segnale radio intelligente proveniente dallo
spazio. E’ il programma noto con la sigla SETI, Search for
Extra Terrestrial Intelligence, avviato da
Frank Drake, fortemente sostenuto
da
Carl Sagan (che ne fece anche il
tema del suo affascinante romanzo “Contact” poi
portato sullo schermo con grande successo) e ora guidato dalla
radioastronoma americana Jill Tarter.
La scoperta di una civiltà aliena sarebbe un fatto di enorme
portata anche perché sigillerebbe il processo culturale che
da Copernico e Galileo in poi ha progressivamente allontanato
l’uomo dal centro dell’universo dandogli una
più corretta collocazione prima su un pianeta che orbita
intorno al Sole, poi in una delle tante galassie, infine in un cosmo di
“materia ordinaria” che rappresenta soltanto il 4
per cento rispetto a materia e energia oscure.
Di questo parlerà nell’ambito dell’Anno
Internazionale dell’Astronomia Bruno Moretti Turri (foto),
astronomo direttore del “Carl Sagan Astronomical Obsevatory,
radioamatore e pioniere del programma SETI Italia, sabato 19 dicembre
alle ore 17,30 al Planetario di Torino Infini.To, e non a caso il
titolo della conferenza sarà
"Filosofia e scienza: da Galileo a SETI".
In apertura ci sarà l’ascolto dei brani musicali
"Pulsar" e "Cygnus X-1" dall'opera "Atlas Coelestis, la musica e le
stelle" del pianista e compositore Giovanni Renzo. La conferenza
partirà dall'allargamento delle dimensioni dell'universo
dalla piccola "matrioska" delle "sfere di cristallo"
tolemaico-aristoteliche agli attuali 15 miliardi di anni luce,
l'origine della specie umana, le basi scientifiche della bioastronomia,
il programma SETI a caccia di intelligenza extraterrestre,
SETI@home e calcolo scientifico distribuito,
con tutte le riflessioni filosofiche suscitate dal tema della eventuale
esistenza di alieni intelligenti.
Nato a Varese nel 1953,
Bruno Moretti Turri, radioamatore IK2WQA,
giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, è stato
uno dei pionieri della diffusione di SETI@home e del distributed
computing in Italia con il suo
“SETI ITALIA G. Cocconi”
e della radioastronomia amatoriale con IARA, Italian Amateur Radio
Astronomy, in collaborazione con università e centri di
ricerca di tutto il mondo. E' astronomo specializzato in
radioastronomia presso l'Osservatorio Astronomico Messier 13 di
Tradate. Presidente dell'Academia Philosophiae Naturalis è
da sempre impegnato alla divulgazione del naturalismo filosofico,
cioè di una visione naturale del mondo basata sul razionale
moderno metodo scientifico e di un'etica laica valida per tutti gli
uomini tolleranti di buona volontà, oggi rappresentata dalla
"Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e della Donna e del/la
cittadino/a". In gioventù è stato anche
imprenditore, alpinista d'alta quota e musicista.
Giuseppe Cocconi (1914-2008), al
quale si intitola SETI Italia, è stato un brillante fisico
delle particelle che, insieme, con il collega Philip Morrison, per
primo, con un breve
articolo pubblicato su
“Nature” il 19 settembre 1959,
suggerì come sviluppare un programma di radioascolto di
eventuali segnali intelligenti provenienti dallo spazio.
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