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Quale telescopio per iniziare?
di Bruno Moretti Turri IK2WQA


 
A sinistra: l'Autore con il telescopio riflettore T65 Newton, Ø 650 mm, f/5 dell'Osservatorio FOAM13 di Tradate, Italia
A destra: l'Autore con il telescopio riflettore Ritchey-Chrétien, Ø 610 mm, f/8 dell'Osservatorio GIA-MG, Monte Generoso, Svizzera.
Il "cercatore" a destra è un rifrattore apocromatico Takahashi FS 152-APO, Ø 152 mm, f/8.

"Giaciamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle."
"We are all lying in the gutter, but some of us are looking at the stars."
Oscar Wilde

Rifrattore o riflettore?
Dalle lettere pubblicate sulle riviste di divulgazione astronomica questa risulta essere la domanda più di frequente posta dai neofiti. Con sul groppone oltre quarant’anni d’amore per Aphrodìte Urania, musa dell’astronomia, cercherò di dare una mia risposta a queste domande, mettendo per iscritto i consigli che ho sempre dato agli allievi dei miei corsi di astronomia. Una risposta sincera, schietta, originale, controcorrente e totalmente svincolata dagli interessi di produttori e venditori dei quali mi fischiano già nelle orecchie le maledizioni e le urla di riprovazione perché vado a rovinargli il loro ricco e grasso “mercato degli sprovveduti” che, per inesperienza e spinti dalla loro nuova passione, finiscono per spendere inutilmente cifre notevoli per dotarsi di un patetico e deludente “baracchino superaccessoriato” quando potrebbero investire molto meglio i loro risparmi. Visti i grossi interessi pubblicitari in gioco questo articolo non verrà mai pubblicato su nessuna rivista. Ma se i miei consigli si riveleranno utili anche solo per qualche centinaio di nuovi astrofili/e, ne sarò assai gratificato.
Da “bastian cuntrari” quale sono sempre stato incomincio a lanciare il mio primo razionalissimo sasso nello stagno.


Domanda: Quale telescopio acquistare per iniziare?
Mia risposta: Nessuno!

Per due importanti motivi. Il primo motivo è che, come un flirtarello riccionese (che però è gratis), una novella passione astronomica può essere calda e travolgente, ma durare poco. E il telescopio (e il costo connesso) finirebbe ai ragni della cantina o svenduto a meno di metà prezzo. Il secondo motivo è, in prospettiva, molto più positivo e affascinante. È assai probabile che, informandovi bene, magari utilizzando i motori di ricerca del web, scopriate che
nel raggio di pochi km o poche decine di km da casa vostra ci siano osservatori astronomici amatoriali aperti al pubblico, dotati di ottimi grossi strumenti quasi sempre molto sottoutilizzati. Perché non frequentare questi osservatori astronomici? Invece di iniziare l’osservazione celeste comprando un “baracchino-triciclo”, senza spendere altro che i pochi euro dell’iscrizione potrete, con la supervisione e l’insegnamento gratuito di astrofili esperti, essere in cupola e avere tra le mani splendidi strumenti (come dire: una “Ferrari”), su signore montature motorizzate e dotati di accessori di alta qualità, CCD, ecc.
Se siete sfigati e nei vostri pressi non c’è nessun osservatorio astronomico amatoriale, è assai probabile che ci sia una qualche associazione di astrofili. Iscrivetevi! Conoscerete tanti ragazze e ragazzi (dai 9 ai 190 anni) con la vostra stessa passione. L’associazione e molti degli iscritti “evoluti” sono possessori di strumenti ottimi e saranno ben felici di osservare il cielo con voi. Seguendo questi consigli, spendendo pochissimo, nel giro di un po’ di mesi vi farete un’esperienza enorme, tanti amici/amiche, tanti momenti ed osservazioni indimenticabili. Ma a questo punto non sarete più dei pivellini neofiti, ma dei veri astrofili, avrete verificato la non transitorietà della vostra passione astronomica e sarete in grado di fare da soli e a ragion veduta le vostre scelte su un’eventuale acquisto di uno strumento personale. Che non sarà certo un “baracchino-triciclo”!
Seguendo la filosofia sopra esposta
io ho trascorso i primi decenni della mia passione astronomica possedendo come unico strumento personale un ottimo binocolo 10x50 acquistato di contrabbando dalla Svizzera per 5.000 lire (2,5 euro) nel 1965 e, frequentando vari osservatori astronomici e associazioni astrofile, il primo telescopio che ho avuto tra le mani (a sedici anni, nel 1969, in cupola all'Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori di Varese) è stato un rifrattore acromatico equatoriale professionale Merz da 8” (20 cm), f/13,5 per poi passare negli anni seguenti a riflettori da 16” (40 cm), 20” (50 cm), 24” (60 cm), 40” (100 cm). Senza spendere altro che le poche lire dell’iscrizione all’associazione.


Domanda: Già, ma se io sono un neofita e voglio comprarmi comunque un telescopio mio?
Il mio consiglio è un rifrattore con obiettivo da 7 o 8 cm su montatura altazimutale. Costa poco, è portatilissimo, è utilizzabile fino a 120-140x, ha prestazioni similari al Newton da 114/900 a un prezzo e con un ingombro molto minori, non dovete sbattervi a collimarlo tutte le volte come necessitano i riflettori.
Mettendo un cartoncino dietro l’oculare potete osservare per proiezione le macchie solari senza comprare filtri, potete vedere molti particolari della Luna, le fasi di Venere, gli anelli di Saturno, la Macchia Rossa e i satelliti galileiani di Giove, i principali oggetti di Messier. Potete utilizzarlo anche per osservazioni di paesaggi, birdwatching, girl/boy-watching e quindi, se vi scappa la passione per Urania, vi tornerà comunque utile nella vita e non saranno soldi buttati via.
Spesso i neofiti, mancando di esperienza, si aspettano di vedere chissà che cosa e vedono poco.
Le favolose nebulose e galassie sono appena distinguibili a fatica o non si vedono affatto. Rimangono delusi e magari maledicono l’innocente strumento.
Ergo, carte in tavola e parliamoci chiaro: a parte i pianeti maggiori, alcuni ammassi stellari, la nebulosa di Orione M42 e la galassia di Andromeda M31,
come si vedono al telescopio gli oggetti deboli e diffusi? Come si vedono per esempio M1, M33, M51?
A patto di avere condizioni di cielo (seeing) ottimali, si vedono come batuffolini più o meno deludenti in tutti gli strumenti fino a 15 cm.
Cominciano a diventare carini in un 20 cm, belli in un 30 cm, bellissimi in un 40 cm e da WOW! in un 60 cm o più.
Neofita avvisato, mezzo salvato: non si può pretendere grosse prestazioni da un triciclo!
Torno a ripetere: frequentate gli osservatori astronomici amatoriali, frequentate le associazioni astrofile
(l’astronomia è una passione altamente sociale), frequentate gli star-party e le tantissime iniziative della UAI.

Vi divertirete moltissimo, accumulerete esperienza e… non vi farete fregare dai bottegai senza scrupoli!
Felici osservazioni!

P.S.: per chi vuole un telescopio professionale a "casa propria" spendendo una "cippalippa"...:
Virtual Telescope by Gianluca Masi
Progetto Skylive by GAC-UAI


 Un RADIOTELESCOPIO economico (anche autocostruito) per tutti
 Il cielo ad occhio nudo & al telescopio in questo momento

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