Quante civiltà
extraterrestri?
di Piero Angela
da "Nel Cosmo alla
ricerca della vita", 1980
Un calcolo
probabilistico
Cominciamo col dire che, naturalmente, può esserci un
atteggiamento di totale negazione, a priori, dell'esistenza di altre
civiltà extraterrestri: e in tal caso è inutile
fare dei conteggi.
Un altro atteggiamento
(che
è sostanzialmente quello
condiviso dalla maggioranza degli scienziati) consiste nel
dire che,
siccome esistono delle leggi generali che valgono in tutti i punti
dell'Universo, si può ragionevolmente pensare che un certo
fenomeno avvenuto in un punto possa verificarsi anche in un altro, se
le condizioni sono analoghe. Perlomeno mediamente.
Naturalmente la difficoltà consiste nel valutare le varie
situazioni e i vari processi, e trarne poi una probabilità
statistica. Per questo, con l'aiuto del Prof. Alfonso Cavaliere e del
Prof. Daniele Fargion, astrofisici all'Università di Roma,
abbiamo cercato di tracciare due «curve»: una
ottimistica e l'altra pessimistica. La prima corrisponde alle
valutazioni fatte da persone come Isaac Asimov o l'astronomo
Carl Sagan.
Nel suo libro
"Civiltà
extraterrestri" (Extraterrestrial Civilizations, 1979),
Isaac Asimov fa un'analisi accurata delle
probabilità; le sue cifre secondo alcuni sono persino
prudenziali, ma noi le considereremo il massimo
dell'«ottimismo ragionato» e rappresenteranno
quindi la curva superiore
[*].
Per quanto riguarda il pessimismo
è difficile dire fino a che punto si può essere
pessimisti: comunque ci sembra che le cifre sotto indicate possano
rappresentare una valutazione abbastanza restrittiva. I dati si
riferiscono alla nostra Galassia, dove conosciamo meglio il numero di
stelle e certe condizioni locali. Naturalmente si tratta di cifre
arbitrarie, ma costituiscono un esercizio interessante, per ragioni che
vedremo in seguito.
Ottimismo e
pessimismo
Iniziamo dunque col primo dato. Quante stelle esistono nella nostra
Galassia? Circa 300 miliardi, si ritiene. Per un calcolo pessimistico
diciamo solo 100 miliardi. Scriviamo quindi le nostre prime due cifre.
NUMERO DELLE STELLE NELLA NOSTRA GALASSIA
Ottimista: 300 miliardi
Pessimista: 100 miliardi
Quante di queste stelle possono avere un sistema solare simile al
nostro? Se si scartano le stelle doppie, quelle troppo grandi, quelle
troppo piccole ecc. si arriva alle seguenti valutazioni
(che tiene
conto del fatto che la vita media di una stella deve essere abbastanza
lunga per dare il tempo alla vita di evolversi su un pianeta).
NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO
Ottimista: 1,7% di 300 miliardi = 5 miliardi
Pessimista: 0,1% di 100 miliardi = 100 milioni
Ma se esistono sistemi solari simili al nostro, quante
probabilità vi sono che esista un pianeta nella posizione
giusta, cioè non troppo caldo e non troppo freddo? Alcuni
studiosi, come Michel Hart, ritengono che non sia estremamente raro che
un pianeta possa trovarsi alla distanza giusta, e che forse noi siamo
gli unici. Tuttavia la maggior parte degli esperti e piuttosto incline
a credere che un pianeta in orbita giusta non dovrebbe costituire
un'eccezione. La stima ottimistica è del 20%, la
pessimistica può scendere al 10%.
NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO
CHE POTREBBERO AVERE UN PIANETA IN POSIZIONE GIUSTA
Ottimista: 20% di 5 miliardi = 1 miliardo
Pessimista: 10% di 100 milioni = 10 milioni
Come si vede, in due passaggi, il pessimista si trova già a
una valutazione cento volte inferiore, rispetto all'ottimista
(cioè 10
milioni rispetto a 1 miliardo).
A questo punto nasce una domanda importante: ammesso che esista un
pianeta adatto, quale è la probabilità che la
vita sia poi veramente cominciata? Questo è il punto
più controverso.
Tutti sono d'accordo che si possono formare ovunque molto facilmente
delle molecole organiche, le quali sono già in pratica i
mattoni della vita: quanto però alla probabilità
che
si
uniscano insieme per creare delle grandi molecole capaci di replicarsi,
e poi dare origine a delle forme di vita di tipo batterico,
questo dipende da valutazioni veramente soggettive, perché
oggi non disponiamo di parametri validi.
Alcuni ritengono che ciò sia assai poco probabile, altri
invece ritengono che se il tempo a disposizione per un evoluzione
biochimica è sufficiente, ci sono buone
probabilità che questo processo si verifichi. Altri
ritengono addirittura che si tratti di un fenomeno quasi spontaneo,
così come avviene per la formazione di amminoacidi. Asimov
è fra questi, e nel suo libro dà questo
evento al 100%, considerandolo praticamente una conseguenza spontanea,
quando il pianeta è adatto alla vita.
A questo punto ci sembra ragionevole sdoppiare le ipotesi
pessimistiche. Un moderato
(cioè
che accoglie le precedenti
valutazioni pessimistiche, ma in questo caso si dimostra assai
più possibilista) potrebbe valutare queste
evento al 50%.
L'ipotesi estrema potrebbe, in teoria, scendere a zero: ma in
realtà nessuno di coloro che studiano questi problemi
esclude che ciò sia avvenuto.. Una probabilità su
10 mila
(lo 0,01%)
sembra poter rappresentare una valutazione
abbastanza pessimistica. Si hanno quindi a questo punto tre cifre.
NUMERO DEI PIANETI ADATTI ALLA VITA SU CUI PUO’ ESSERSI
SVILUPPATA UNA FORMA DI VITA DI TIPO BATTERICO
Ottimista: 100% di 1 miliardo = 1 miliardo
Moderato: 50% di 10 milioni = 5 milioni
Pessimista: 0,01% di 10 milioni = 1.000
Il passo successivo è l'evoluzione della vita. Qui
c'è abbastanza accordo sul fatto che la vita, una volta
partita, possa in qualche modo evolversi. Per gli ottimisti
l'apparizione
di esseri pluricellulari è solo
questione di tempo:
70% di probabilità. Il moderato potrebbe dire: 20
probabilità su cento. Il pessimista potrebbe scendere a 5
probabilità su cento.
NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI DA FORME DI VITA DI TIPO BATTERICO
AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME DI VITA DI TIPO PLURICELLULARE
Ottimista: 70% di 1 miliardo = 700 milioni
Moderato: 20% di 5 milioni = 1 milione
Pessimista: 5% di 1000 = 50
Vediamo ora il gradino successivo: lo sviluppo dell'intelligenza. Per
l'ottimista il passaggio dall'essere pluricellulare a forme
intelligenti è quasi certo (90%). Il moderato potrebbe
valutare questa probabilità al 25%; il pessimista al 2%.
NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI PARTENDO DA FORME DI VITA DI TIPO
PLUCELLULARE
AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME INTELLIGENTI
Ottimista: 90% di 700 milioni = 600 milioni
Moderato: 25% di 1 milione = 250.000
Pessimista: 2% di 50 = 1
Una volta che si arriva agli esseri intelligenti, gli ottimisti
ritengono che il passaggio a forme di vita sociale, con sviluppo di
forme di tecnologia, sia ovvio (100%). Anche il moderato si sbilancia e
accetta l'idea che partendo da forme di vita intelligenti
(dato un
tempo sufficiente) si possa giungere a una
società
tecnologica (100%). Il pessimista, invece, ritiene che ciò
possa avvenire solo molto raramente (5%).
NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI, PARTENDO DA FORME INTELLIGENTI,
AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 100% di 600 milioni = 600 milioni
Moderato: 100% di 250.000 = 250.000
Pessimista: 5% di 1 = 0,05
Ma subentra a questo punto un altro notevole passaggio restrittivo. Se
vogliamo comunicare con un'altra civiltà extra terrestre,
infatti, noi non siamo ovviamente interessati alle eventuali
civiltà già scomparse o a quelle non ancora nate:
noi siamo interessati solo a quelle contemporanee, cioè che
esistono
in questo
momento. Per fare questo calcolo occorrerebbe sapere
quanto dura una civiltà tecnologica. Perché se
dura un tempo molto lungo, allora ci sono più
probabilità che le nostre esistenze si incrocino; se la
durata è molto breve, allora le probabilità
diminuiscono notevolmente.
Mediamente sulla Terra un mammifero, come specie, dura cinque o dieci
milioni di anni; l'uomo con la sua civiltà tecnologica,
durerà di più o di meno? Asimov dice di meno:
solo un milione di anni. Se si applica un criterio analogo per gli
altri pianeti, facendo un po' di conti si ha solo una
probabilità su mille (cioè lo 0,1%) che un'altra
civiltà tecnologica sia nostra contemporanea. Questa
è l'ipotesi ottimistica.
Il pessimista moderato potrebbe dire che la durata di una
civiltà tecnologica è molto inferiore al milione
di anni: solo 20.000 anni. Tuttavia, poiché un sistema
solare del nostro tipo
(e
quindi un pianeta come la Terra) è
solo a metà strada della sua esistenza
(e quindi ha ancora
qualche miliardo di anni di vita), potrebbero riemergere
in seguito,
sullo stesso pianeta, varie volte, altre civiltà. Diciamo 10
altre volte, per complessivi 200.000 anni. Quindi lo 0,02%. Il
pessimista, invece, potrebbe dire che una civiltà
tecnologica dura solo duemila anni, poi si autodistrugge e non riappare
mai più. Ecco quindi le nostre ultime cifre.
NUMERO DEI PIANETI DELLA GALASSIA SUI QUALI ESISTE OGGI UNA
CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 0,1% di 600 milioni = 600.000
Moderato: 0,02% di 250.000 = 50
Pessimista: 0,0002% di 0,05 = 0,0000001
La cifra ottimista è molto elevata: secondo Asimov
esisterebbero oggi nella nostra Galassia 600.000 civiltà
extraterrestri. Ci sembrano decisamente troppe, anche se non abbiamo
prove per dimostrare il contrario.
Il pessimista moderato arriva alla cifra conclusiva di 50.
Cioè noi saremmo una delle poche civiltà
tecnologiche oggi esistenti nella Galassia.
Tra queste due cifre, 50 e 600.000, esiste dunque un ventaglio di
probabilità,in cui si possono situare coloro che ritengono
possibile o probabile l'esistenza di altre civiltà nella
nostra Galassia.
Quanto al pessimista egli è sceso molto al di sotto dello
zero, e secondo i suoi calcoli noi non dovremmo praticamente esistere
se non per puro caso. C'è infatti solo una
probabilità su dieci milioni (appunto lo 0,0000001) che
esista oggi una civiltà tecnologica nella nostra Galassia.
Siamo stati eccezionalmente fortunati ad apparire. E’ come se
avessimo azzeccato cinque volte di seguito un
en plein alla
roulette.
Una
sorprendente moltiplicazione
Non so quale di queste varie opzioni è più vicina
al vostro modo di vedere. Si tratta, naturalmente, di un esercizio
teorico e ognuno può scegliere delle strade intermedie o
zigzaganti o diverse. E rifare i conti per le sue ipotesi. Se
però sostanzialmente le vostre conclusioni rimangono
nell'arco di queste valutazioni, c'è un fatto molto
sorprendente che succede.
Infatti, queste cifre si riferiscono
soltanto alla nostra Galassia.
E nell’Universo esiste un numero immenso di galassie: si
calcola ve ne siano almeno dieci miliardi osservabili... A questo punto
le cifre cambiano completamente, perché bisogna moltiplicare
il tutto per almeno dieci miliardi, e allora si sale a cifre
sbalorditive.
Il pessimista, in tal caso, salirebbe da 0,0000001 a 1.000. Vale a dire
che, in base alle sue restrittive percentuali di valutazione, vi
sarebbero oggi nell'Universo almeno 1.000 civiltà
extraterrestri.
Il moderato salirebbe a 500 miliardi... E l’ottimista a 6
milioni di miliardi di civiltà extraterrestri contemporanee
alla nostra! Ecco quindi i dati conclusivi per l'Universo:
NUMERO DI CIVILTA’ TECNOLOGICHE OGGI NELL’UNIVERSO
Ottimista: 6 milioni di miliardi
Moderato: 500 miliardi
Pessimista: 1.000
Sono cifre che ci appaiono strabilianti ed eccessive: d'altra parte si
deve pur ammettere che per escludere l'esistenza di altre
civiltà nell'Universo bisognerebbe ricorre a percentuali
ancora più basse di quelle adottate nell'ipotesi
pessimistica. Cioè bisognerebbe essere più
pessimisti del pessimista. In altre parole, questo esercizio
probabilistico ci mostra che il numero di stelle è talmente
elevato che, pur mantenendosi bassi, si ottengono in definitiva cifre
sorprendenti, anche se non riusciamo a valutare quali sono queste
probabilità, perché ognuno può
rendersi conto che le variabili sono troppe, e nessuna cifra
attendibile può uscirne fuori. Questi calcoli, insomma, pur
non potendo dimostrare alcunché, sembrano indicare che valga
la pena di tentare una ricerca seria, e di passare dalla teoria alla
pratica: cioè di arrivare alla fase sperimentale. Infatti
nella scienza c'è una regola d'oro che è alla
base di tutto il processo delle conoscenze: qualsiasi ipotesi o teoria
è la benvenuta, però non hanno alcun valore
scientifico fino a quando non vi sono delle verifiche sperimentali. Il
metodo sperimentale è il solo valido. Altrimenti uno
può dire una cosa, un altro il contrario, un terzo un'altra
cosa ancora, senza poter provare nulla. Le teorie sono certamente
utilissime, perché sono stimolanti e servono per impostare
una ricerca. Ma senza verifiche sperimentali restano quello che sono:
cioè solo delle ipotesi.
Ma allora come si fa a verificare
se esistono delle civiltà extra terrestri?
C’è,
per ora, un solo metodo sperimentale possibile: quello di mettersi in
ascolto dello spazio con dei radiotelescopi, e cercare di captare dei
segnali radio.
[*]
L'analisi delle
probabilità di Isaac Asimov
da
"Civiltà
extraterrestri" (Extraterrestrial Civilizations), 1979
Nella nostra Galassia Via Lattea ci sarebbero
300.000.000.000: stelle
280.000.000.000: sistemi planetari
75.000.000.000: sistemi planetari che girano attorno a stelle simili al
Sole
52.000.000.000: stelle simili al Sole che hanno un'ecosfera utile
5.200.000.000: stelle simili al Sole, popolazione I, 2a
generazione, con ecosfera utile
2.600.000.000: stelle simili al Sole, popolazione I, 2a
generazione, con un'ecosfera utile al cui interno giri un pianeta
1.300.000.000: stelle simili al Sole, popolazione I, 2a
generazione, con un'ecosfera utile al cui interno giri un
pianeta simile alla Terra
650.000.000: numero di pianeti abitabili
600.000.000: numero di pianeti abitabili che hanno generato la
vita
433.000.000: numero di pianeti abitabili che hanno generato
una vita multicellulare
416.000.000: numero di pianeti abitabili che hanno generato
una ricca vita terrestre
390.000.000: numero di pianeti che hanno sviluppato una
civiltà tecnologica
530.000: numero di pianeti in cui è in essere oggi
una civiltà tecnologica
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