Center for Inquiry Italia ONLUS
Federazione mondiale Center For Inquiry - ONG internazionale laica e umanista accreditata presso l'ONU
Comitato provinciale Varese - c/o Dr. Bruno Moretti Turri - via Crispi, 3 - 21100 Varese
tel. 3409935956 - email: cfivarese@gmail.com


Un metodo di indagine
Titolo originale: A Method of Inquiry
Traduzione in italiano di Marilyn S. Foster e Licia Speroni

La prospettiva naturalistica è innanzitutto un impegno ad un preciso metodo di indagine. Il termine "indagine" si riferisce alla valutazione delle affermazioni delle credenze, molte delle quali sono largamente non esaminate, particolarmente le credenze di base, nella società contemporanea. Molti moderni pensatori hanno sostenuto che dovremmo esaminare attentamente le nostre credenze e teorie ed approvare soltanto quelle per cui ci sono adeguati motivi. Dovunque possibile, l'indagine dovrebbe offrire orientamenti razionali per il pensiero e la condotta [Nota 1]. Lo scetticismo è un aspetto essenziale in questo processo di indagine e contribuisce allo sviluppo di conoscenza affidabile. Si usa efficacemente in campo scientifico. La premessa di base è che noi abbiamo bisogno di mettere in dubbio le nostre credenze, particolarmente quelle che sono centrali nella vita, per verificare se sono ben ancorate alla ragione e all'evidenza. Noi facciamo così per avanzare nella conoscenza umana e migliorare la vita. Bertrand Russell ha affermato "che è indesiderabile credere a una proposizione quando non c'è alcuna prova per supporre che sia vera." Lui disse che questo assioma sembra a molte persone essere "largamente paradossale e sovversivo", perchè se applicato costantemente rovescerebbe alcune delle credenze più antiche e le "vacche sacre" della società [Nota 2].

Come minimo, si deve convenire con le raccomandazioni di Russell:

1 - noi non dovremmo accettare una credenza come vera se c'è una preponderanza dell'evidenza contro di essa o se è dimostrato essere razionalmente incoerente con le altre credenze fondate. Aggrapparsi a credenze per le quali ci sono abbondanti evidenze e ragioni contrarie è irrazionale.
Un'altra applicazione di questa regola ragionevole, è

2 - che noi non dovremmo accettare una credenza come vera se ci sono evidenze inadeguate e ragioni insufficienti per seguirla, e, viceversa

3 - noi dovremmo accettare una credenza solamente se è basata su adeguatamente giustificate ragioni e sufficienti evidenze.
Un corollario di ciò è che

4 - dove noi non abbiamo motivi adeguati per credere a una cosa, noi dobbiamo, dovunque possibile, adottare la posizione dello scettico e sospendere il giudizio.
La ragione detta anche che

5 - dovremmo sempre lasciare le porte aperte ad ulteriore indagini; non dovremmo censurare o rendere impraticabile l'esame obiettivo di richieste di verità, e ogni affermazione di credenza che è basata su adeguate ragioni ed evidenze non dovrebbe essere isolata da ulteriori indagini.

Note

Nota 1: il termine "indagine" è stato usato sia da Charles Peirce (1839-1914) che da John Dewey (1859-1952), due importanti filosofi americani i quali ritennero che dovrebbe essere interpretata funzionalmente alla sua attinenza alle soluzioni dei problemi umani. Ambedue sostennero che il metodo scientifico è il mezzo più efficace di riparare le credenze.

Nota 2: Bertrand Russell, "Skeptical Essays", Allen and Unwin, Londra 1928, p. 11.
W.K. Clifford, matematico e filosofo inglese, nel suo importante saggio "The Ethics of Belief" fa un'asserzione più forte: "È sbagliato sempre, dappertutto e per chiunque credere qualche cosa su prove insufficienti." Questa seconda ingiunzione di Clifford è senza dubbio esagerata; per lui è difficile nella vita ordinaria, se non impossibile, esaminare tutte le nostre credenze e rifiutare quelle che non soddisfano questo rigido criterio. W. K. Clifford, Contemporary Review, 1888. Vedi anche il suo "Ethics of Belief and Other Essays" (London: Watts, 1947).



Torna alla home page