Un metodo di indagine
Titolo originale:
A
Method of Inquiry
Traduzione in italiano
di Marilyn S. Foster e Licia Speroni (CFI Italia, Varese)
La prospettiva naturalistica è innanzitutto un
impegno ad un preciso metodo di indagine. Il termine "indagine" si
riferisce alla valutazione delle affermazioni delle credenze, molte
delle quali sono largamente non esaminate, particolarmente le credenze
di base, nella società contemporanea. Molti moderni
pensatori hanno sostenuto che dovremmo esaminare attentamente le nostre
credenze e teorie ed approvare soltanto quelle per cui ci sono adeguati
motivi. Dovunque possibile, l'indagine dovrebbe offrire orientamenti
razionali per il pensiero e la condotta
[Nota 1]. Lo
scetticismo è un aspetto essenziale in questo processo di
indagine e contribuisce allo sviluppo di conoscenza affidabile. Si usa
efficacemente in campo scientifico. La premessa di base è
che noi abbiamo bisogno di mettere in dubbio le nostre credenze,
particolarmente quelle che sono centrali nella vita, per verificare se
sono ben ancorate alla ragione e all'evidenza. Noi facciamo
così per avanzare nella conoscenza umana e migliorare la
vita. Bertrand Russell ha affermato
"che è indesiderabile
credere a una proposizione quando non c'è alcuna prova per
supporre che sia vera." Lui disse che questo assioma
sembra a molte persone essere
"largamente
paradossale e sovversivo", perchè se applicato
costantemente rovescerebbe alcune delle credenze più antiche
e le "vacche sacre" della società
[Nota 2].
Come minimo, si deve convenire con le raccomandazioni di Russell:
1 - noi non dovremmo accettare una credenza come vera se c'è
una preponderanza dell'evidenza contro di essa o se è
dimostrato essere razionalmente incoerente con le altre credenze
fondate. Aggrapparsi a credenze per le quali ci sono abbondanti
evidenze e ragioni contrarie è irrazionale.
Un'altra applicazione di questa regola ragionevole, è
2 - che noi non dovremmo accettare una credenza come vera se ci sono
evidenze inadeguate e ragioni
insufficienti per seguirla, e, viceversa
3 - noi dovremmo accettare una credenza
solamente se è basata
su adeguatamente giustificate ragioni e sufficienti evidenze.
Un corollario di ciò è che
4 - dove noi non abbiamo motivi adeguati per credere a una cosa, noi
dobbiamo, dovunque possibile, adottare la posizione dello scettico e
sospendere il giudizio.
La ragione detta anche che
5 - dovremmo sempre lasciare le porte aperte ad ulteriore indagini; non
dovremmo censurare o rendere impraticabile l'esame obiettivo di
richieste di verità, e ogni affermazione di credenza che
è basata su adeguate ragioni ed evidenze non dovrebbe essere
isolata da ulteriori indagini.
Note
Nota 1: il
termine "indagine" è stato usato sia da Charles Peirce
(1839-1914) che da John Dewey (1859-1952), due importanti filosofi
americani i quali ritennero che dovrebbe essere interpretata
funzionalmente alla sua attinenza alle soluzioni dei problemi umani.
Ambedue sostennero che il metodo scientifico è il mezzo
più efficace di riparare le credenze.
Nota 2:
Bertrand Russell,
"Skeptical
Essays", Allen and Unwin, Londra 1928, p. 11.
W.K. Clifford, matematico e filosofo inglese, nel suo importante saggio
"The Ethics of Belief"
fa un'asserzione più forte:
"È sbagliato sempre,
dappertutto e per chiunque credere qualche cosa su prove insufficienti."
Questa seconda ingiunzione di Clifford è senza dubbio
esagerata; per lui è difficile nella vita ordinaria, se non
impossibile, esaminare tutte le nostre credenze e rifiutare quelle che
non soddisfano questo rigido criterio. W. K. Clifford, Contemporary
Review, 1888. Vedi anche il suo
"Ethics
of Belief and Other Essays" (London: Watts, 1947).
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